A scuola di Plusdotazione

DOCENTI 17 NOV 2025

A scuola di plusdotazione: come riconoscere e sviluppare l’alto potenziale cognitivo degli studenti

Di Gilda Tempesta


Grandi potenzialità e un’intelligenza superiore alla media sono tra gli indicatori della plusdotazione, registrati dai test standardizzati dedicati all’età evolutiva. Nei bambini e nei ragazzi plusdotati l’intelligenza eccezionale e qualitativamente diversa, che supera i cutoff dei test QI di 130, è spesso accompagnata da altre caratteristiche quali lo sviluppo precoce del linguaggio con ampio vocabolario, il ragionamento e le capacità logiche avanzate, una eccezionale memoria per argomenti di personale interesse, la spiccata creatività e la sensibilità emotiva.

Professionisti del settore sanitario quali pediatri, psicologi, neuropsichiatri specializzati in disturbi dell’età evolutiva individuano i sintomi per una corretta valutazione e diagnosi del disturbo. Una precoce valutazione della plusdotazione favorisce lo sviluppo cognitivo-emotivo-sociale del bambino per un equilibrata crescita orientata al benessere psico fisico. La mancanza di un adeguato intervento educativo potrebbe compromettere invece il potenziale cognitivo del bambino plusdotato, annoiato da un contesto carente di stimoli idonei.

Quando in ambito scolastico le sviluppate abilità cognitive non coincidono con una buona riuscita ed il livello intellettivo o di prestazione non risulta direttamente proporzionale, gli alunni con plusdotazione possono manifestare disagio emotivo e difficoltà nella fase di socializzazione secondaria.

Pertanto, risulta importante la collaborazione tra genitori, insegnanti e specialisti, finalizzata ad individuare utili strategie di intervento educativo ed inclusivo.

Il rapido apprendimento, la creatività e la curiosità manifestata dagli alunni plusdotati, alimenta la richiesta di nuovi stimoli didattico – educativi, programmati con una didattica personalizzata, che valorizza il dinamico stile di apprendimento dei bambini. I percorsi didattici che prevedono attività di apprendimento cooperativo vanno alternati alle tradizionali lezioni frontali, da svolgere nel gruppo dei pari, al fine di sostenere il potenziale cognitivo e stimolare lo sviluppo emotivo nell’interazione con l’altro. Particolarmente interessanti sono le attività didattiche laboratoriali organizzate come approfondimento disciplinare, con l’obiettivo specifico di integrare e rafforzare le conoscenze acquisite, nel rispetto dei personali tempi di apprendimento degli alunni con plusdotazione.

Inoltre è importante prevedere momenti di pausa durante le ore di studio, svolgendo attività motorie a contatto con la natura, attività ricreative, manipolative e artistiche.

Mentoring/Tutoring sono figure di orientamento e di supporto per lo studente, in grado di prevenire la dispersione scolastica, valorizzando il talento individuale e affrontando il possibile disagio emotivo, spesso causa di emarginazione. Programmare attività educative, giochi di ruolo o giochi di squadra può migliorare le abilità sociali e creare positive connessioni tra gli alunni. 

L’insieme di abilità cognitive, conoscenze, motivazione, autostima, definisce la prestazione scolastica e determina il personale sviluppo di crescita di ogni alunno finalizzato al raggiungimento di competenze utili tanto nel contesto scolastico, quanto in quello sociale. Ad ogni educatore è riservata la mission di rendere unico ed esclusivo il percorso di apprendimento di ogni alunno, cogliendo le risorse, potenziando le fragilità, favorendo l’autonomia, superando i momenti di difficoltà.


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