Oltre il confine del Metal Detector
- gen 28, 2026
Oltre il confine del metal detector, percorsi di prevenzione con personale sanitario e Polizia di Stato: l’importanza di promuovere l’Educazione emotiva e l’Educazione alla legalità
L’istallazione dei metal detector nelle scuole italiane considerate a “maggior rischio” rappresenta una delle misure di intervento pensate per scoraggiare l’uso di armi e coltelli negli istituti scolastici italiani. L’evoluzione sociale a cui abbiamo assistito negli ultimi anni richiede un intervento radicale socioeducativo orientato a supportare le figure educative di accompagnamento nel percorso di sviluppo e crescita del bambino e del ragazzo. Pertanto, risulta utile pensare ad interventi in primis a sostegno della famiglia, successivamente a protocolli di intervento riservati ai contesti extra familiari, come gli istituti educativi e di istruzione frequentati dai bambini e dai ragazzi.
La famiglia rappresenta il primo contesto in cui si avvia il processo educativo del bambino. Nella fase di socializzazione primaria, il bambino, secondo un “apprendimento modello” (modeling), imita i caregiver e le figure adulte di accudimento; la teoria degli stili di attaccamento di John Bowlby esprime l’importanza di uno stile di attaccamento sicuro. Il bambino fa riferimento all’adulto o genitore presente nelle routine quotidiane, a questo ispira il proprio modello operativo interno (MOI), da cui ne deriva un equilibrio emotivo ed affettivo che lo condizionerà in età evolutiva ed in età adulta. È importante favorire l’educazione emotiva sin dai primi giorni di vita; tra i principali obiettivi vi è sicuramente quello di stimolare il bambino a riconoscere ed esprimere le proprie emozioni, oltre che comprendere le emozioni altrui, sviluppando empatia e abilità relazionali, valorizzando il rispetto dell’altro diverso da sé. Il benessere personale e sociale perseguito con l’educazione emotiva ed avviato nella socializzazione primaria prosegue con la socializzazione secondaria e si esaudisce in molteplici contesti sociali e con l’intervento educativo di istituti dedicati all’istruzione ed all’educazione del minore.
Resta la famiglia il primo contesto educativo, a cui rivolgere gli interventi di supporto sociale ed educativo, utili a sostenere caregiver e genitori, nel percorso di crescita del bambino e del ragazzo.
Interventi formativi e sportelli territoriali di aiuto psicopedagogico, utili a favorire il confronto diretto con specialisti del settore educativo-sociale-sanitario, potrebbero risultare tra gli interventi adatti a favorire l’educazione affettiva e all’emotività.
Ai contesti sociali extra familiari ed alle istituzioni scolastiche è riservato il successivo intervento a favore dell’educazione emotiva, a completamento di un percorso educativo già avviato in precedenza. In tali contesti sociali, le relazioni interpersonali tra coetanei e con figure adulte non familiari stimolano le diverse “sfumature emotive”; i bambini e i ragazzi esposti al dinamico confronto non sempre riescono a gestire la frustrazione ed a ridurre ansia e stress. La disregolazione emotiva impedisce al bambino – ragazzo di attivare le strategie di autoregolazione e gestione delle proprie emozioni e potrebbe manifestare tra le conseguenze possibili episodi di aggressività, bullismo e in taluni casi violenza.
La scuola deve essere pensata come positivo ambiente di apprendimento, che, in continuum con la famiglia, valorizza l’educazione emotiva alla base della prevenzione e del benessere psico-fisico, finalizzata a ridurre i livelli di stress, prevenendo i comportamenti esposti a rischio di aggressività, stimolando le strategie di autocontrollo.
Sportelli di ascolto psicologico, progetti educativo-didattici con finalità psicopedagogiche o, interventi che coinvolgono direttamente gli alunni protagonisti attivi dei processi di socializzazione secondaria, supporto genitoriale ed alla famiglia, sono tra gli interventi utili ad assicurare un’istruzione di qualità, in un ambiente di apprendimento sicuro ed inclusivo. Bisogna quindi promuovere percorsi educativi di prevenzione con la collaborazione di personale appartenente alle Forze di Polizia ed alle Forze dell’Ordine, finalizzati a fornire informazioni agli studenti, per sensibilizzare sui rischi e le conseguenze di condotte antisociali. La collaborazione dei servizi offerti sul territorio dalle istituzioni scolastiche, dalle Forze dell’Ordine, dai servizi socio – sanitari è un primo passo per contrastare la violenza nelle scuole.
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