VIOLENZA GIOVANILE E RICERCA DI UN RIGORE EDUCATIVO

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VIOLENZA GIOVANILE E RICERCA DI UN RIGORE EDUCATIVO

DOCENTI 28 MAR 2026

La scuola italiana tra violenza giovanile e ricerca di un rigore educativo

Di Gilda Tempesta

Episodi di violenza e criminalità denunciano il crescente cambiamento ed il disagio psicologico vissuto dai minorenni, con un significativo abbassamento dell’età di esordio delle prime condotte devianti. Reati compiuti nella prima età adolescenziale manifestano il profondo disagio psicologico vissuto dai ragazzi, spesso inclini ad esprimere le proprie difficoltà relazionali con atti impulsivi e violenti.

I comportamenti che violano le condotte sociali e legali, come bullismo, vandalismo, abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti, microcriminalità, rientrano tra le condotte devianti che espongono i minori ad importanti rischi con gravi conseguenze per la salute fisica e mentale della persona.

Fattori familiari, sociali o psicologici si registrano tra le cause delle condotte devianti, con particolare rinforzo delle nuove dipendenze, quale l’uso precoce del digitale, la cui esposizione rappresenta un fattore di rischio e vulnerabilità.

Interventi finalizzati al contenimento della devianza giovanile esaminano le cause profonde che muovono l’agire violento dei giovani e dei ragazzi, evidenziando i precoci segnali e le manifestazioni che preannunciano tale condotta. Sono espressione del disagio giovanile anche la devianza relazionale, le condotte autolesive, i disturbi alimentari come anoressia e bulimia.

Il disagio psicologico, l’insicurezza e la fragilità personale sono espressione di solitudine e difficoltà di inserimento sociale, spesso manifestate con un conflitto aperto rivolto verso i coetanei o le figure adulte di riferimento. Il tentativo di infrangere le regole rappresenta un modo di imporre la propria identità, la scelta di modi e tempi utili ad imporre i propri principi e modi di essere risulta orientata a ricercare l’approvazione del gruppo, attraverso l’uso dei social e l’influenza sociale.

Assistiamo ad episodi di “cruda violenza”, consumata nel gruppo dei pari o rivolta ai docenti; comportamenti che manifestano un evidente disagio personale, prima disconosciuto e che trova nella terminale ed esplosiva manifestazione la propria ragione d’essere. È evidente, alla base del brutale agire violento, un importante disregolazione emotiva, intesa come incapacità del ragazzo di regolare le proprie emozioni attivando le strategie che permettono di mantenere il controllo all’interno del confine di tolleranza.

Occorre quindi pensare ad un protocollo antiviolenza con procedure operative da integrare agli attuali interventi scolastici finalizzati alla prevenzione, all’educazione ed al rinforzo delle regole di cittadinanza e convivenza civile. In ordine alla prevenzione, sarebbe utile dedicare nei P.T.O.F. d’Istituto dei Percorsi di educazione emotiva, finalizzati all’alfabetizzazione delle emozioni primarie e secondarie, con particolare approfondimento alle strategie di regolazione emotiva, percorsi formativi utili per apprendere e conoscere tecniche di regolazione, che permettono di gestire le emozioni senza essere sopraffatti da iperattivazione o bloccati da ipoattivazione.

Si potrebbe attuare un Monitoraggio attivo del comportamento degli studenti, con l’utilizzo di specifiche griglie di valutazione e autovalutazione, con particolare riferimento alla condotta osservata in fase iniziale - intermedia – finale dell’intero anno scolastico. Quest’ultimo intervento sarà finalizzato a promuovere il benessere psicofisico dello studente ed il raggiungimento degli obiettivi formativi ed educativi, utili per accrescere i valori di convivenza civile e cittadinanza.

Incentivare interventi di Sostegno psicologico, con esperti del settore psicoeducativo, disponibili a regolari incontri di supporto psicologico, utili ad incoraggiare gli alunni e sostenerli nel percorso di crescita.

Aumentare la Sorveglianza attiva e la gestione delle zone sensibili degli istituti scolastici, con il potenziamento della vigilanza; stabilire inoltre la definizione di protocolli e regole mirate a rafforzare l’importanza della sicurezza in ambito scolastico e sociale, finalizzata a promuovere condotte inclini al rispetto, coinvolgendo attivamente gli studenti attraverso campagne di promozione - cooperazione e disinnescando le dinamiche di branco orientate al bullismo.

Rinforzare la Collaborazione Scuola - Famiglia intesa come attiva collaborazione, scambio comunicativo dei comportamenti anomali dei bambini e dei ragazzi in modo da intervenire a supporto degli stessi. Famiglie, Scuola e Istituzioni sono direttamente coinvolte a condividere un’azione educativa finalizzata a favorire il benessere degli studenti e contenere il crescente fenomeno della violenza interpersonale.



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