Oltre i “like” online, rieducare alla comunicazione interpersonale e ai feedback reali
L’uso eccessivo degli strumenti digitali e del web espone a rischio di dipendenza, oltre che ad incentivare l’isolamento sociale e l’impoverimento delle relazioni interpersonali. La comunicazione tra ragazzi è fortemente influenzata dall’uso del digitale, dei social network e delle chat con la rapida condivisione di messaggi e commenti, alla ricerca di like e dell’approvazione sociale condivisa e che oggi sembrano sostituire quasi completamente le relazioni personali e dirette.
La fase di socializzazione secondaria riveste particolare importanza per lo sviluppo della persona in età evolutiva: è nelle esperienze dirette con l’altro che l’individuo sperimenta la comunicazione, quale strumento di espressione del proprio pensiero e delle proprie idee. Attraverso la comunicazione verbale e diretta si attiva la conoscenza dell’altro, nella relazione dinamica si manifesta il proprio stato emotivo e si comprendere quello altrui; un gioco dinamico fatto di empatia, conoscenza e autoriflessione. Conoscere l’altro, con un diverso modo di pensare e di relazionarsi, è un processo conoscitivo che innesca inevitabilmente, tanto nei bambini quanto nei ragazzi, profonde critiche nell’accettazione del pensiero diverso dal proprio. Spesso negli alunni si attivano sfumature emotive di forte intensità, che riguardano emozioni quali rabbia e in taluni casi tristezza. Pensieri di autosvalutazione mettono in crisi gli studenti, che rispondono all’altro utilizzando un linguaggio aggressivo, con urla-insulti-sarcasmo, accompagnato ad un comportamento violento, utile ad imporre con autorevolezza il proprio pensiero e definendo una personalità forte, capace di sottomettere l’altro.
L’aggressività verbale o “linguaggio sciacallo”, che crea forti tensioni, si manifesta anche online, tipica del cyberbullismo, attraverso fenomeni quali la denigrazione, l’esclusione, il flaming, il Doxing e Harassment.
L’assenza di empatia e la disregolazione emotiva sono caratteristiche comuni della comunicazione offensiva e delle interazioni coercitive e manipolative; i soggetti protagonisti dello scambio comunicativo esprimono giudizi violenti spesso accompagnati da minacce, utilizzate per imporsi sugli altri.
L’incapacità di relazionarsi in modo costruttivo suscita in taluni soggetti-vittime emozioni quali paura, vergogna o colpa; in altri rabbia tipica delle relazioni in cui si ignorano le opinioni altrui.
Tra le conseguenze subite dalle vittime, a cui è rivolto il comportamento aggressivo verbale e non verbale, vi sono disagi e danni psicofisici importanti. La gestione di tali conflitti verbali richiama l’importanza della comunicazione non violenta, comprensiva e propositiva, tipica del “Linguaggio Giraffa” basato sull’empatia e sul riconoscimento dei bisogni e delle necessità espresse dall’altro.
La comprensione della diversità quale valorizzazione del diverso da sé è espressa dalla teoria dello psicologo Howard Gardner: lo studioso valorizza le inclinazioni personali di ogni individuo, approfondendo le intelligenze multiple in ordine alla linguistica, alla matematica, alla musica, alla cinestetica, alla natura. Ogni persona manifesta il proprio talento sviluppandolo in età evolutiva ed accrescendo, nel confronto con l’altro, l’intelligenza intrapersonale e interpersonale, intesa non solo come buona consapevolezza di sé e capacità di riconoscere e comprendere le proprie emozioni, orientando positivamente il proprio comportamento, ma anche come capacità di comprendere gli altri e di relazionarsi in modo efficace nel gruppo dei pari.
La comunicazione non violenta, risulta una valida alternativa per gestire i conflitti in modo collaborativo, basata sull’Empatia e sul Rispetto della diversità, delle capacità e dei pensieri espressi dall’altro.
Educare alla comunicazione positiva favorisce la crescita dell’autostima, oltre che lo sviluppo e il riconoscimento delle abilità specifiche di ogni bambino e di ogni ragazzo, attraverso anche l’attivazione di percorsi educativi di approfondimento comunicativo, che sviluppano le hard e le soft skills. Tale prospettiva può essere impiegata al fine di favorire il pensiero divergente, incoraggiando gli studenti a considerare soluzioni alternative e costruttive e controllando le intense sfumature emotive della rabbia.
La Scuola deve essere considerata come ambiente inclusivo che valorizza i talenti di ognuno, nel rispetto dei tempi di sviluppo degli stessi, educando alla sana comunicazione, all’ascolto attivo ed al Rispetto reciproco.
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