Autolesionismo: riconoscere il disagio giovanile. Strumenti di prevenzione per Famiglia e Scuola
I comportamenti autolesionistici sono adottati dai giovani e, in un numero sempre più crescente, dagli adolescenti, come strategia di coping, quindi come meccanismi psicologici utili a fronteggiare e ridurre le condizioni di disagio emotivo e stress. Per autolesionismo non suicidario (NSSI - Non Suicidal Self Injury) si intende la predisposizione da parte della persona di causarsi dolore e danno fisico, senza l’intenzione di togliersi la vita, attraverso ferite, lividi, morsi, bruciature e tagli sulla pelle. In tal modo, la sofferenza mentale si trasforma in dolore fisico autoinflitto, come strategia disfunzionale di regolazione emotiva. Si assiste ad un fenomeno in crescita che espone i giovani ad altri importanti rischi; spesso tale comportamento è accompagnato da ulteriori abitudini, come abuso di alcol e di sostanze.
La frequenza delle manifestazioni di autolesionismo, in considerazione con ulteriori sintomi, permettono al professionista della salute mentale di definire il disturbo psichiatrico associato a tale comportamento: disturbo dell’umore, d’ansia, del comportamento alimentare, dissociativo dell’identità, da stress post-traumatico e borderline di personalità sono tra quelli ad incidenza maggiore.
Tra le altre cause si registrano le pressioni sociali – scolastiche, spesso causa di ansia da prestazione, traumi inerenti alle relazioni interpersonali in ambito familiare o sociale (abusi, maltrattamenti, bullismo e cyberbullismo). Altrettanto diffuso è il comportamento emulativo autolesionistico, non di rado si attivano tra i giovanissimi, nei contesti di gruppo, processi di imitazione o di identificazione tra pari, e condizionamenti stimolati da pratiche condivise online. L’effetto contagio è esercitato attraverso l’esposizione dei giovani vulnerabili a video e immagini condivise online, che esaltano e normalizzano la pratica all’autolesionismo.
La tendenza a nascondere le ferite autolesionistiche, impedisce a genitori ed insegnanti di cogliere i segnali d’allarme del tacito e mascherato disagio dei ragazzi, che vivono con sentimento di vergogna gli effetti di tale comportamento. È importante cogliere i segnali comportamentali e notare l’inadeguato abbigliamento indossato dai ragazzi, ad esempio in particolari stagioni dell’anno come in estate, vestire con camicia e maglie a maniche lunghe; l’uso di polsini, di braccialetti e di grandi accessori per nascondere i polsi; l’atteggiamento restio a mostrare il proprio corpo in pubblico (andare in spiaggia, piscina). Considerare il significativo isolamento sociale e la chiusura relazionale, l’uso improprio di oggetti taglienti e contundenti tra gli effetti personali, l’improvviso calo del rendimento scolastico e il disinteresse esteso a più aree di intervento sociale e personale, gli sbalzi d’umore e l’irritabilità improvvisa.
Il tempestivo supporto familiare, in risposta alla richiesta di aiuto manifestata dai giovani, si attiva con interventi sanitari utili a curare le ferite; consultando il medico di base, lo psicologo o il clinico specializzato per effettuare la valutazione clinica e l’eventuale trattamento terapeutico per l’autolesionismo; migliorando la comunicazione nel contesto domestico e riducendo i conflitti.
Inoltre bisogna considerare se intraprendere un percorso di sostegno psicologico e terapeutico, per comprendere le cause dell’autolesionismo e della disregolazione emotiva, orientando i ragazzi a considerare strategie alternative di coping, per rispondere allo stress e per gestire i momenti disfunzionali di profonda crisi emotiva.
Gli interventi individuali sono finalizzati a ricostruire l’autostima e affrontare l’inadeguatezza sociale, riducendo i livelli di autocritica e i sensi di colpa che alimentano la ruminazione del pensiero, modificando i comportamenti problematici. Gli interventi psicoeducativi sono rivolti anche alla famiglia, in particolare coinvolgono i caregiver, invitati a favorire la comunicazione assertiva ed empatica, l’ascolto attivo e la presenza sicura.
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